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mercoledì, 19 novembre 2008

I miei sogni realizzabili

Questo pomeriggio corso in aula di 4 ore sul tema "Processi di autostima e tecniche di autovalutazione (e di autoironia)". Il professore ad un certo punto si interrompe e ci lascia con un compito: "Debbo uscire cinque minuti, mentre sono via scrivete su una pagina bianca almeno un vostro sogno realizzabile. Non pensate necessariamente a cose di lavoro. Va bene qualsiasi cosa, purché sia realmente concretizzabile. Non mi interessa cosa scriverete, io tanto non lo leggerò. Pensate che è una cosa che fate per voi stessi."

Pagina bianca di block-notes davanti agli occhi, chiacchero con i colleghi prima di iniziare a scrivere. Qualcuno di loro è un po' in difficoltà, iniziano a parlare ovviamente di riffa e di fantascienza. Dico che per far bene "il compito" non devono immaginare che gli venga chiesto a bruciapelo "Uno due tre: esprimi un desiderio...pronti? Via!" ma pensare con calma ad un vecchio genio della lampada saggio, ragionevole e paziente che gli chiede di esprimere un desiderio concreto, ponderato, raggiungibile. Tanto lui ha tutto il tempo del mondo, e noi solo tre piccoli desideri. O anche un desiderio solo. Grande ma fattibile.

1. Dottoressa

Il mio primo grande sogno realizzabile è sempre stato essere il primo membro della X-family a conseguire un titolo accademico. Essere la prima laureata della famiglia. Dopo il primo tentativo fatto a tempo debito ma purtroppo fallito, quest'anno sono stata lì lì dal riprovarci realmente. Poi, fatti due conti in tasca e verificato che mio cuginetto più grande fosse in quarta scientifico come ricordavo, ho deciso di posticipare. Se passerò da assuntina ad assunta giuro che l'anno prossimo mi iscrivo, cascasse il mondo.

2. Una casa

La mia famiglia non ha mai avuto una casa di proprietà e, anche se forse sono d'indole nomade, vorrei un giorno poterne comprare una. Per avere un posto tutto mio, dove poter decidere di fare un buco nel muro se mi piacesse averlo, senza dover chiedere prima il permesso ai padroni di casa.

3.  Zweisamkeit

Vorrei un compagno di vita, un part time lover and a full time friend, con il quale imparare a stare da soli in due. Un giorno vorrei poter scegliere ed arredare la sopracitata casa con lui, vorrei che assecondasse ridendo la mia bizzarra idea di avere un buco in uno dei nostri muri solo per il piacere di farmi felice. Mi piacerebbe che fosse curioso e che avesse voglia di scoprire tante cose ed esplorare tanti posti insieme a me. Vorrei che gli piacesse leggere ad alta voce, e che leggesse per me qualche volta.

Ho piegato il foglio bianco in quattro. Su uno dei lati ho scritto in stampatello con il trattopen rosso IL MIO SOGNO REALIZZABILE ed in basso a destra in piccolo FRAGILE, MANEGGIARE CON CURA.

Sarà divertente fra qualche anno andare a riprenderlo e vedere che cosa avrò combinato in realtà.

ferrotre
lunedì, 17 novembre 2008

Burocrati e giovani viziosi

Questa mattina sono dovuta andare al Pra di Genova (non a Genova Pra badate bene) per sottoscrivere l’atto per la cessione della proprietà della mia “Una” ad un’amica di mia mamma.


Ovviamente la pratica era molto più macchinosa di quanto mi avevano fatto credere i miei genitori, e sono rimasta ostaggio della burocrazia e dell’ingenua stupidità di mia madre per quasi due ore: “Vai lì con i documenti, metti una firma e sei a posto”. Eh si, magari! Perché in realtà servivano anche i dati dell’acquirente, acquirente di cui ovviamente io ignoravo le generalità. E non solo! Scopro con costernazione che mia madre sta regalando la mia adorata “Una” ad una tizia di cui conosce solo metà del nome di battesimo.


Per la pratica serviva anche una marca da bollo da ben 14,62 euro, di cui nessuno mi aveva detto avrei avuto bisogno. Mi sono così avventurata per questo quartiere sconosciuto (quanto mi piacciono le esplorazioni!) scoprendo che dall’altra parte del cavalcavia esiste il corrispondente genovese della mia via di residenza: proprio lì ho trovato un tabacchino strabordante di gioventù. Una adolescente troppo truccata per la sua giovane età scruta all’interno del negozio bloccando la porta d’ingresso, le chiedo “Permesso?”, mi risponde: “Oh! Scusi!”.


Entro ed in fila davanti a me ci sono 4 ragazzetti senza nemmeno il barlume di un pelo sul viso.


Tabaccaio: “Ditemi voi!”

Ragazzetto: “Un pacchetto da 10 di nota marca di sigarette rosse.”

Tabaccaio: “Mi fai vedere un documento?”

Ragazzetto (piano agli amici): “Oh cazzo e adesso?!?”

Altro ragazzetto: “Ehm, non ce l’ha dietro il documento…”

Tabaccaio: “E allora mi dispiace ma non posso vendervi le sigarette…”


Escono affranti. Compro la mia marca da bollo. Fuori scopro che le sigarette erano per la fanciulla che bloccava l’entrata. Fermano un altro compagno di classe - di qualche centimetro più alto del precedente ma ugualmente glabro - e lo spediscono dentro a ritentare l’acquisto. Temo che sarà l’ennesimo insuccesso. Data la mia veneranda età potrei aiutarla e offrirmi di comprarle io le sigarette di cui sembra avere così tanto bisogno.


Ma non lo farò.


Probabilmente ne soffrirà, non potrà fare la figa all'entrata e all'uscita di scuola e non potrà atteggiarsi da adulta fumando nei cessi durante l'intervallo. Probabilmente perderà qualche punto percentuale di rispetto da parte dei suoi coetanei e domani faticherà a trovare altri adepti disposti a fare figuracce al posto suo per comprarle le sigarette.


Pazienza. Così impara a dare del lei alle giovani donne sensibili alle sue esigenze adolescenziali.

postato da signorinax alle ore 15:17 | link | commenti (2)
categorie: il mondo da due oblò, a room of my own
mercoledì, 12 novembre 2008

Biancheria succinta

Udite! Udite!

Evitate la biancheria sexy come la peste!!!

Apprendiamo oggi che il nostro regalo ha provocato strani  e preoccupanti effetti collaterali sull'uomo interessato.
La nana si è presentata in ufficio con un ENORME portachiavi a forma di Titti con delle chiavi di casa attaccate.
Le DI LUI chiavi di casa. Trovate in un enorme pacco regalo contenente tanti regalini.

Ora.

A me le sorprese e i pacchi scemi con dentro mille cose (anche inutili) piacciono tantissimo.

Ma ora come ora se ci avessi trovato dentro un mazzo di chiavi di casa di un potenziale lui probabilmente avrei iniziato a scappare di corsissima ed urlando fortissimo!

Ho idea che stiano correndo un po' troppo. Giusto un po'.
Ma magari sono scettica e mi sbaglio e l'ammmore trionferà.
postato da signorinax alle ore 09:20 | link | commenti
categorie: a room of my own, punch-drunk love
mercoledì, 05 novembre 2008

Pessimismo e fastidio

Ovvero: ci rinuncio mollo tutto e apro un fruitbar.

fruitbar













6/11/08, the day after


Ieri sera sono letteralmente crollata mentre scrivevo questo post, il che testimonia il grado di stanchezza, di pessimismo e di fastidio che avevo addosso.  Il fruit bar è una roba che io e l'Amica sfoderavamo ad ogni momento di sconforto lavorativo al mio primo anno qui in azienda. Per quanto ne possa dire il laicoitalyitalia nel commento alla foto da me pubblicata ieri sera il fruitbar era e rimane una genialata. Intanto richiede un investimento veramente limitato ed il successo è garantito. Inoltre - fatto per nulla trascurabile - il fruit bar ha le ruote ed asseconda il normale istinto al nomadismo proprio degli esseri umani. Grazie alle ruote può essere trasportato facilmente e consente di inseguire l'estate nei suoi spostamenti per il mondo. Inoltre il fruit bar si chiude su se stesso e siccome io dormo raggomitolata in posizione fetale volendo potrei anche installare un lettino pieghevole rotondo sul fondo dell'arancia e dormirci dentro la notte. Certo sarebbe un po' scomodo volendoci fare all'amore ma con un po' di creatività una soluzione si troverebbe di sicuro. E poi la location ideale del fruitbar è la spiaggia, ed è molto romantico fare all'amore in spiaggia sotto le stelle. Peccato dunque che al momento nessuna banca mi farebbe un prestito, data la crisi. E peccato che io fondamentalmente sia "solo chiacchere e distintivo".
Ieri pomeriggio ad esempio mi hanno fatto inca**are come una bestia e ho iniziato a sbraitare che mi ero stufata, che me ne fregavo di tutto e che me ne sarei andata via alle 17 anche a costo di perdere dei clienti. Invece alla fine sono andata via lo stesso alle 19 passate...con J. che sbuffava perchè dico sempre "finisco solo una cosa, dieci minuti e andiamo" e invece passa sempre almeno mezz'ora.

Il mio problema è che ho un istintivo, naturale, demodè senso di responsabilità.
postato da signorinax alle ore 22:34 | link | commenti (2)
categorie: il mondo da due oblò, a room of my own, fragile maneggiare con cura
mercoledì, 29 ottobre 2008

Magre soddisfazioni ovvero Diventa tua madre

Mentre andavo in ufficio questa mattina avevo la morte nel cuore, il passo da funerale e lo stomaco incartapecorito dall’ansia per l’arretrato di due giorni accumulato al già indefinibile arretrato accumulato in questi mesi in cui - una e trina - svolgo da sola il lavoro un tempo svolto da 4 risorse, poi 3, poi 2... Ad un certo punto, invece del solito odioso automobilista bastardo che sfreccia a tutta velocità schizzandomi l’acqua delle pozzanghere addosso, sono stata superata sulla destra da un papà che spingeva a tutta velocità una carrozzina con tanto di bimbetto incelofanato.


Così ho pensato che la mia giornata avrebbe potuto essere molto peggio di così, e mi sono immaginata la mia mamma alla mia età con me “quattrenne” che faccio i capricci perché non voglio andare all’asilo e x-brothers di appena un anno che piange perché lei alza la voce con la piccola x.

 
Vi immaginate me, giovane donna in carriera madre alla mia tenera età?!?

 
Diventa tua madre

 
Sveglia molto precedente a quella che avevi da single, vai in bagno e metti su il caffè. Svegli Y con un bacio e gli lasci il bagno chiedendogli di svegliare XX. Prepari colazione per tutti e intanto dai la pappa alla piccola XX e chiedi al papà Y di vestirla e di convincerla grazie alle sue indiscutibili abilità oratorie che l’asilo è importante per la sua crescita culturale e sociale e ci deve andare, dato che con te ha messo su i musi. Mentre lui la prepara svegli con grande rammarico il piccolo XY che sta dormendo beatamente nel vostro lettone in mezzo ai cuscini, lui ti fa dei gran sorrisi perché tutto sommato non è male essere svegliati a carezze e baci dalla propria mamma, gli dai il biberon con latte e biscotti ancora nel lettino e lo cambi (ghhh!) e dopo averlo lavato lo imbacucchi per benino che fuori piove a dirotto. Intanto papà Y ha convinto XX ad andare all’asilo, e sai che questo vi costerà sicuramente l’ennesimo regalo all’uscita da scuola. Lei arriva da te al grido di “Mamma, sono pronta!”, le giri la maglia che lui le ha messo al contrario, infili le scarpe ed uscite con bimbi baracca e burattini. Un bacio al volo nel portone e lui scappa a portare XX alla materna e tu XY al nido, sotto la pioggia scrosciante. Destreggiandoti tra pozzanghere ed automobilisti idioti superi sulla destra una coetanea che va a lavorare con il muso e pensi che ormai tu non hai neppure il tempo per lamentarti.

postato da signorinax alle ore 14:21 | link | commenti (2)
categorie: il mondo da due oblò, a room of my own
venerdì, 24 ottobre 2008

Meno dieci!

E ora ancora un piccolo sforzo!
postato da signorinax alle ore 20:21 | link | commenti
categorie: il mondo da due oblò, a room of my own
martedì, 21 ottobre 2008

Col senno di poi

cortona_chiostro

























Guardando questa foto del Centro Convegno Sant'Agostino di Cortona sul facebook di un giovane democratico mi è venuta la curiosità di scoprire quando ero stata nello stesso posto con l'Arci. Questi "quando" sono davvero importanti per me. Tutto ciò che è accaduto nel 2005 continua ad essere nebuloso e strano, come un film di Lynch.

Ho scoperto qui di esserci stata dal 5 al 7 maggio 2005, viaggiando da sola con Andre. Ricordo soltanto ora che passammo il viaggio e le serate libere a buttare giù il progetto per la Mediateca del Nuovofilmstudio da realizzare in collaborazione con la biblioteca del Campus Universitario di Savona.

Ebbene. Soltanto ora, all'improvviso, riesco a mettermi nei panni di mio padre: se inverto i ruoli e mi penso madre di una figlia che dopo poco più di un mese andava all'apparenza tranquillamente in giro per l'Italia a convegni ed iniziative politiche come se nulla fosse accaduto effettivamente mi rendo conto di essere stata difficile da comprendere. Per lui e per mamma dev'essere stato come quando dovevano lasciarmi le mani per insegnarmi a camminare. Ci vuole altrettanto coraggio.

Nonostante questo se tornassi nei panni in cui allora mi sembrava di non riuscire a stare mi comporterei esattamente nello stesso modo. D'altronde noi signorine x siamo fatte così... E se un giorno sarò una mamma x di un bimbo x o di una bimba x  spero che io e papà y avremmo in ogni frangente lo stesso coraggio che hanno avuto i miei genitori nel restarmi accanto per tirarmi su con un sorriso ogni volta che, inevitabilmente, sono caduta.

p.s.
Vorrei tanto sapere chi fu che all'epoca sotto la lettera di mio papà scrisse che il mio post era "di una bellezza disarmante". Lo è. Ancora adesso leggendolo mi salgono incontenibili lacrime agli occhi. Ma sapete che sono bravissima a simulare e a far finta di aver preso un colpo d'aria o ch mi sia andato un bruscolino nell'occhio...
postato da signorinax alle ore 14:46 | link | commenti
categorie: parenti serpenti, a room of my own, fragile maneggiare con cura
lunedì, 13 ottobre 2008

Pei russu cattiva lamma

Avevo scritto tante cose sull'impressione che mi ha fatto il non-fidanzato di Julie e sulla bella chiaccherata che ci siamo fatte mentre a lui fischiavano terribilmente le orecchie. Purtroppo ho cancellato tutto maldestramente.

Riassumendo quello che avevo scritto prima, comunque, lo trovo molto affascinante, mi piace un sacco il timbro della sua voce oltre al suo nome.

Non credevo che le potesse piacere un tipo così, sono piacevolmente stupita, il che dimostra che la mia tattica di sottovalutare il prossimo mio come me stessa funziona alla grande.

Julie è una persona che mi piace molto di più di quanto non avrei mai potuto nemmeno sospettare.

Sono contenta che sia lei la mia prima coinquilina mentre sono in Eramus qui a Genova, l'idea all'inizio mi preoccupava molto, temevo fossimo troppo diverse per vivere in pace tra di noi.

Dovrebbero studiarci per trovare una soluzione ai conflitti tra culture diametralmente diverse tra loro.

Chi l'avrebbe mai detto?!?

Me ne rallegro.

E poi diciamocelo: di fatto l'unica coinquilina femmina che ho avuto sino ad ora è stata la mia nonna, nel breve periodo in cui mi sono rifiutata di andare a vivere con i miei a Villapiana.

E credo che la convivenza con un fidanzato non valga come coinquilinaggio.

A tal proposito riporto questa conversazione avuta con una collega cassiera al Salone. Le avevo detto di essere di Savona e lei, avendo fatto un anno di università a Savona, mi chiedeva in che zona abitassi.

Io: "Io sono sempre vissuta alle Fornaci, poi i miei si sono trasferiti a Villapiana dove abitano ora.Però con il mio ragazzo abitavo a Mongrifone"
Lei: " Ma come...tu vivevi con il tuo fidanzato?!?"
Io: "Be'...si...tra diversi tira e molla e via vai ho vissuto con lui quasi un anno e mezzo..."
Lei: "Ma tu quanti anni hai?!?"
Io: "Ehm...29..."
Lei: "Ah, vabbè io te ne davo molti di meno!"

A parte il fatto di darmi degli anni in meno (che inorgoglisce non poco il mio ego), non pensavo che nel 2008 una convivenza potesse ancora stupire, tanto meno che potesse stupirne la fine. Praticamente (malcelando il proprio imbarazzo) ha continuato a farmi domande per capire cosa diavolo ci facessi a questo punto a Genova. Come se il fatto di andare a vivere insieme fosse per lei una cosa di una importanza tale da non riuscire ad assimilare il fatto che fosse finita.

Insomma, questi giovani sono veramente diversi da come li descrivono ed hanno dei valori e una morale persino un po' fuori dal tempo. Continuo a convincermene sempre di più ogni giorno che passa.

La verginità, il giurarsi amore eterno...i ggiovani ci tengono davvero a cose di questo tipo.

La verginità non è mai stata un mio problema, anche perché io sono vergine da sempre e sempre lo sarò perché sono nata il 13 settembre. E sfido chiunque a negare questa affermazione, a meno che non creda all'oroscopo cinese: in tal caso per lui sarei una capra e rimarrei una capra per sempre .

Il concetto di amore eterno è invece sempre stato oggetto di cinismo e scetticismo da parte mia, perchè magari giurarselo due persone posso anche giurarselo, ma che poi mantengano la promessa...per un po' magari, ma per sempre...rimango dubbiosa. Eppure il mio babbo e la mia mamma sono sempre innamorati come due ragazzini. E anche io vorrei tanto essere ancora come loro da grande!

Che questi ggiovani ci credano, insomma, mi pare a suo modo bello, ma strano.

- Chissà se due come noi potrebbero andare d'accordo.
- Tu cosa credi?
- Dipende dagli accordi che si fanno.
- C'è sempre uno che rompe l'accordo. Siamo fatti così.
- Si, forse è così.
- Perchè, tu credi che riusciresti a rispettare un accordo?

[da: "Un destino ridicolo", F. De Andrè - A. Gennari]
postato da signorinax alle ore 02:42 | link | commenti (1)
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giovedì, 02 ottobre 2008

la magia del cinematografo

Io non lo so perché, ma quando vado al cinema da sola è diverso. Se dovessi dire è forse l'unica cosa che mi piace veramente tanto fare da sola, anche più della lettura e dell'autoerotismo.

Sarà forse che la vita, per quello che è, non mi pare tutto questo granché. Si, ne vale la pena, è interessante, ma nulla più di una serie televisiva ben strutturata. E - la mia vita per lo meno - mi sembra una di quelle serie che trasmettono tardi la sera, di quelle che uno mediamente appassionato di serie tv non resta di certo sveglio apposta per vederle, ma che sono un'ottima compagnia soffrendo d'insonnia.

La maggior parte delle vite però le trovo tristi e prevedibili come le soap opera.

Ma il cinema invece! E' un intreccio di episodi seriali che interagiscono tra loro riassumendo la magia della vita. Che non è bella in quanto tale, ma in quanto relazione con l'altro e con l'esterno.

Ogni volta che guardo un film da sola al cinema anche la mia vita rimane intrappolata per un breve istante tra i titoli di testa ed i titoli di coda.

Quando esco dalla sala lo scontro con la realtà è sempre un momento drammatico.

Ma per fortuna ci metto sempre un po' a rendermi conto che il film è finito.
postato da signorinax alle ore 01:30 | link | commenti (1)
categorie: il mondo da due oblò, a room of my own
lunedì, 15 settembre 2008

[temporeale] freddo

Mi sono svegliata ora, addormentata verso le sette per recuperare in parte la notte che mi mancava. Chissà cosa mi sta succedendo, al corpo alla testa.

All'improvviso ho così tanto freddo. Ovunque.

La mia adorata M. mi scrive una cosa terribile: "Sai cosa credo, che se io sparissi non se ne accorgerebbe nessuno."

Non è vero, io me ne accorgerei, ma in effetti, che tristezza.

Così è presa anche a me, per osmosi, qui da sola in questa casa vuota.


N.D.X. (17/09/08) Maledetta S.P.M. :)

postato da signorinax alle ore 23:30 | link | commenti
categorie: a room of my own, fragile maneggiare con cura
domenica, 14 settembre 2008

[temporeale] Al sicuro.

"Quante volte ho gridato nel sonno
Per sentirmi di nuovo al sicuro
[...]ma ho paura a sentire il silenzio
e non riesco a raschiare il ricordo."
[Subsonica - "Cane Nero"]

Questa sera per la prima volta sono tornata a casa da sola nella mia nuova città. Come sempre il cuore ha battuto più forte. Le scale, di notte, non le sento. E' che riaffiora sempre una voce oscura da giù in fondo. Non  si può raschiare via il ricordo.

Il 4 aprile 2005 scrivevo qui sull'archivio:

"Non serve tenermi barricata nel nido e tenermi nascosta, e nascondermi, dall'orrore. Bisogna prenderne coscienza, affrontarlo, capire che il male non si nasconde solo nel buio, ma che spesso si consuma nei luoghi che si ritengono più sicuri, sotto casa, sotto ad un lampione piantato lì perchè la zona fosse più illuminata e quindi più sicura. Bisogna stare attenti, ma vivere serenamente senza pensare che ad ogni angolo si nasconda l'uomo nero, il babau. [...] Io non voglio vivere così, non permetto che un fatto del genere condizioni la mia libertà. [...] Lo so, pretendo di fare troppo e subito. La dottoressa mi ha detto che non devo esagerare, che mi comporto come uno che dopo aver avuto mal di stomaco si mangia una teglia di lasagne... "

Ogni singolo passo fatto da sola in questi ultimi anni è stato una importante riconquista. Anche questo.

E stasera avevo giust' appunto preparato le lasagne.

postato da signorinax alle ore 05:59 | link | commenti (1)
categorie: a room of my own
venerdì, 12 settembre 2008

Simona non c'è

[...]
Ma (Simona) non c'è,
ha chiuso casa e se ne è andata ed ora
provo smarrimento
provo smarrimento.
Tutte le sue scarpe sono qui.
Il mio amore è scalzo
il mio amore è scalzo.
(Simona) non c'è,
ha chiuso gli occhi ed è fuggita ed ora
provo un pentimento
senza alternative.
Molta nostra vita è stata qui.
Io non ho capito.


(Simona) non c'è,
ha scritto "vado" ed è scomparsa ed ora
provo smarrimento
provo smarrimento.
Io non voglio più tornare indietro,
costi quel che costi
costi quel che costi.
(Simona) non c'è,
ha chiuso gli occhi ed è fuggita ed ora
provo un pentimento
senza alternative.
Molta nostra vita è stata qui.
Io non ho capito.
Lei non ha capito.

                               [da: "Barbara non c'è", Piero Ciampi]

Forse (Simona) non ha capito.

Ma non vuole più tornare indietro,
costi quel che costi
costi quel che costi.

postato da signorinax alle ore 02:36 | link | commenti
categorie: a room of my own, punch-drunk love
venerdì, 12 settembre 2008

Bruno è vivo e canta insieme a noi!

Mentre ascolto "Amore caro amore bello" cantata dal compianto Bruno Lauzi e scritta dalla buonanima di Lucio Battisti mi accingo a raccontarvi un divertente aneddoto.

Purtroppo avendo trascurato un po' il mio archivio virtuale non ho ancora avuto modo di raccontarvi a dovere di una mia collega - d'ora in poi denominata "la nana" -  che quotidianamente regala a me e alla mia omonima saimon perle veramente rare come quella che vado or ora a narrarvi. Non vorrete mai più farne a meno.

Come qualcuno avrà avuto occasione di vedere, a dieci anni dalla sua scomparsa, Canale 5, ha ricordato Lucio Battisti con la replica di un concerto tributo, quello che fu organizzato in Piazza del Campidoglio a Roma l’11 settembre 1998, a soli due giorni dalla sua morte.

Bene. Oggi la nana arriva saltellante e sorridente in ufficio (sembra un manga) dopo aver lasciato la macchina dal gommista (questa è bella anche, ma ve la racconto un'altra volta). Ma è sempre dopo pranzo che dà il meglio di sè.

Inizia a raccontarci che ha visto la suddetta trasmissione su Canale 5, in cui ad un certo punto è apparso anche Lauzi. A quel punto la madre della nana e la nana stessa iniziano una piccola querelle familiare in cui la nana sostiene che pensava che Bruno Lauzi fosse morto. Ma forse si sbaglia, forse quello in tv non è Bruno Lauzi, gli somiglia soltanto. La madre della nana la contraddice: certo che quello è Bruno Lauzi! Anzi, lei non crede assolutamente che Bruno Lauzi sia morto, indubbiamente la figlia si sta confondendo con qualcunaltro. L'evidenza è lì davanti ai loro occhi.

Lì nella scatola magica con le immagini dentro.

Bruno è lì, in TV.

Evidentemente, insindacabilmente, indubbiamente in TV.

Quindi evidentemente, insindacabilmente, indubbiamente VIVO.

Bruno è vivo, e canta ancora per tutti noi.

[Silenzio]

I nostri sguardi attoniti e lei (con quegli occhi tipo manga).

"Guardate, ero così sollevata...aveva ragione, non ci avevo mica pensato! Sono proprio stordita! Che sollievo ragazzi! E io che pensavo che fosse morto, poverino!"

[Silenzio]

La mia omonima prende coraggio: "Ehm, guarda che Bruno Lauzi è morto."

Nana: "Ma no, ma cosa dici! Tu scherzi sempre!" E ride.

"Guarda che il concerto non era in diretta, era una replica di un vecchio concerto organizzato dopo la morte di Battisti..."

"Ma va, io a quello che mi dici tu tanto non ci credo!"

Alla fine le ha fatto venire un po' di dubbio. Hanno guardato su internet.

Sotto la foto nella Home page del "Bruno Lauzi official web site" questa scritta:

Ringraziamo tutti coloro che con parole e manifestazioni di stima e affetto hanno partecipato al grande dolore per la perdita del nostro"Piccolo Grande Uomo"

(Giovanna e Maurizio Lauzi)

Ma in homepage si parla della presentazione dell'album "Ciocco latino" nell'ambito della Rassegna del Club Tenco. Ciocco Latino" è presentato come l'ultimo lavoro discografico di Bruno Lauzi. Se uno ha pubblicato il suo ultimo lavoro potrebbe ancora essere vivo. Magari l'altra frase era per qualche altra persona. L'album non è infatti "postumo", e contiene, tra gli altri, alcuni brani inediti.

Non è ancora convinta.Proviamo con la biografia:

"Ma il destino ha fretta, e sapendo che il Morbo di Parkinson non sarebbe ba