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Questa mattina sono dovuta andare al Pra di Genova (non a Genova Pra badate bene) per sottoscrivere l’atto per la cessione della proprietà della mia “Una” ad un’amica di mia mamma.
Ovviamente la pratica era molto più macchinosa di quanto mi avevano fatto credere i miei genitori, e sono rimasta ostaggio della burocrazia e dell’ingenua stupidità di mia madre per quasi due ore: “Vai lì con i documenti, metti una firma e sei a posto”. Eh si, magari! Perché in realtà servivano anche i dati dell’acquirente, acquirente di cui ovviamente io ignoravo le generalità. E non solo! Scopro con costernazione che mia madre sta regalando la mia adorata “Una” ad una tizia di cui conosce solo metà del nome di battesimo.
Per la pratica serviva anche una marca da bollo da ben 14,62 euro, di cui nessuno mi aveva detto avrei avuto bisogno. Mi sono così avventurata per questo quartiere sconosciuto (quanto mi piacciono le esplorazioni!) scoprendo che dall’altra parte del cavalcavia esiste il corrispondente genovese della mia via di residenza: proprio lì ho trovato un tabacchino strabordante di gioventù. Una adolescente troppo truccata per la sua giovane età scruta all’interno del negozio bloccando la porta d’ingresso, le chiedo “Permesso?”, mi risponde: “Oh! Scusi!”.
Entro ed in fila davanti a me ci sono 4 ragazzetti senza nemmeno il barlume di un pelo sul viso.
Tabaccaio: “Ditemi voi!”
Ragazzetto: “Un pacchetto da 10 di nota marca di sigarette rosse.”
Tabaccaio: “Mi fai vedere un documento?”
Ragazzetto (piano agli amici): “Oh cazzo e adesso?!?”
Altro ragazzetto: “Ehm, non ce l’ha dietro il documento…”
Tabaccaio: “E allora mi dispiace ma non posso vendervi le sigarette…”
Escono affranti. Compro la mia marca da bollo. Fuori scopro che le sigarette erano per la fanciulla che bloccava l’entrata. Fermano un altro compagno di classe - di qualche centimetro più alto del precedente ma ugualmente glabro - e lo spediscono dentro a ritentare l’acquisto. Temo che sarà l’ennesimo insuccesso. Data la mia veneranda età potrei aiutarla e offrirmi di comprarle io le sigarette di cui sembra avere così tanto bisogno.
Ma non lo farò.
Probabilmente ne soffrirà, non potrà fare la figa all'entrata e all'uscita di scuola e non potrà atteggiarsi da adulta fumando nei cessi durante l'intervallo. Probabilmente perderà qualche punto percentuale di rispetto da parte dei suoi coetanei e domani faticherà a trovare altri adepti disposti a fare figuracce al posto suo per comprarle le sigarette.
Pazienza. Così impara a dare del lei alle giovani donne sensibili alle sue esigenze adolescenziali.

Mentre andavo in ufficio questa mattina avevo la morte nel cuore, il passo da funerale e lo stomaco incartapecorito dall’ansia per l’arretrato di due giorni accumulato al già indefinibile arretrato accumulato in questi mesi in cui - una e trina - svolgo da sola il lavoro un tempo svolto da 4 risorse, poi 3, poi 2... Ad un certo punto, invece del solito odioso automobilista bastardo che sfreccia a tutta velocità schizzandomi l’acqua delle pozzanghere addosso, sono stata superata sulla destra da un papà che spingeva a tutta velocità una carrozzina con tanto di bimbetto incelofanato.
Così ho pensato che la mia giornata avrebbe potuto essere molto peggio di così, e mi sono immaginata la mia mamma alla mia età con me “quattrenne” che faccio i capricci perché non voglio andare all’asilo e x-brothers di appena un anno che piange perché lei alza la voce con la piccola x.
Vi immaginate me, giovane donna in carriera madre alla mia tenera età?!?
Diventa tua madre
Sveglia molto precedente a quella che avevi da single, vai in bagno e metti su il caffè. Svegli Y con un bacio e gli lasci il bagno chiedendogli di svegliare XX. Prepari colazione per tutti e intanto dai la pappa alla piccola XX e chiedi al papà Y di vestirla e di convincerla grazie alle sue indiscutibili abilità oratorie che l’asilo è importante per la sua crescita culturale e sociale e ci deve andare, dato che con te ha messo su i musi. Mentre lui la prepara svegli con grande rammarico il piccolo XY che sta dormendo beatamente nel vostro lettone in mezzo ai cuscini, lui ti fa dei gran sorrisi perché tutto sommato non è male essere svegliati a carezze e baci dalla propria mamma, gli dai il biberon con latte e biscotti ancora nel lettino e lo cambi (ghhh!) e dopo averlo lavato lo imbacucchi per benino che fuori piove a dirotto. Intanto papà Y ha convinto XX ad andare all’asilo, e sai che questo vi costerà sicuramente l’ennesimo regalo all’uscita da scuola. Lei arriva da te al grido di “Mamma, sono pronta!”, le giri la maglia che lui le ha messo al contrario, infili le scarpe ed uscite con bimbi baracca e burattini. Un bacio al volo nel portone e lui scappa a portare XX alla materna e tu XY al nido, sotto la pioggia scrosciante. Destreggiandoti tra pozzanghere ed automobilisti idioti superi sulla destra una coetanea che va a lavorare con il muso e pensi che ormai tu non hai neppure il tempo per lamentarti.

Mi sono svegliata ora, addormentata verso le sette per recuperare in parte la notte che mi mancava. Chissà cosa mi sta succedendo, al corpo alla testa.
All'improvviso ho così tanto freddo. Ovunque.
La mia adorata M. mi scrive una cosa terribile: "Sai cosa credo, che se io sparissi non se ne accorgerebbe nessuno."
Non è vero, io me ne accorgerei, ma in effetti, che tristezza.
Così è presa anche a me, per osmosi, qui da sola in questa casa vuota.
N.D.X. (17/09/08) Maledetta S.P.M. :)
"Quante volte ho gridato nel sonno
Per sentirmi di nuovo al sicuro
[...]ma ho paura a sentire il silenzio
e non riesco a raschiare il ricordo."
[Subsonica - "Cane Nero"]
Questa sera per la prima volta sono tornata a casa da sola nella mia nuova città. Come sempre il cuore ha battuto più forte. Le scale, di notte, non le sento. E' che riaffiora sempre una voce oscura da giù in fondo. Non si può raschiare via il ricordo.
Il 4 aprile 2005 scrivevo qui sull'archivio:
"Non serve tenermi barricata nel nido e tenermi nascosta, e nascondermi, dall'orrore. Bisogna prenderne coscienza, affrontarlo, capire che il male non si nasconde solo nel buio, ma che spesso si consuma nei luoghi che si ritengono più sicuri, sotto casa, sotto ad un lampione piantato lì perchè la zona fosse più illuminata e quindi più sicura. Bisogna stare attenti, ma vivere serenamente senza pensare che ad ogni angolo si nasconda l'uomo nero, il babau. [...] Io non voglio vivere così, non permetto che un fatto del genere condizioni la mia libertà. [...] Lo so, pretendo di fare troppo e subito. La dottoressa mi ha detto che non devo esagerare, che mi comporto come uno che dopo aver avuto mal di stomaco si mangia una teglia di lasagne... "
Ogni singolo passo fatto da sola in questi ultimi anni è stato una importante riconquista. Anche questo.
E stasera avevo giust' appunto preparato le lasagne.
[...]
Ma (Simona) non c'è,
ha chiuso casa e se ne è andata ed ora
provo smarrimento
provo smarrimento.
Tutte le sue scarpe sono qui.
Il mio amore è scalzo
il mio amore è scalzo.
(Simona) non c'è,
ha chiuso gli occhi ed è fuggita ed ora
provo un pentimento
senza alternative.
Molta nostra vita è stata qui.
Io non ho capito.
(Simona) non c'è,
ha scritto "vado" ed è scomparsa ed ora
provo smarrimento
provo smarrimento.
Io non voglio più tornare indietro,
costi quel che costi
costi quel che costi.
(Simona) non c'è,
ha chiuso gli occhi ed è fuggita ed ora
provo un pentimento
senza alternative.
Molta nostra vita è stata qui.
Io non ho capito.
Lei non ha capito.
[da: "Barbara non c'è", Piero Ciampi]
Forse (Simona) non ha capito.
Ma non vuole più tornare indietro,
costi quel che costi
costi quel che costi.
Mentre ascolto "Amore caro amore bello" cantata dal compianto Bruno Lauzi e scritta dalla buonanima di Lucio Battisti mi accingo a raccontarvi un divertente aneddoto.
Purtroppo avendo trascurato un po' il mio archivio virtuale non ho ancora avuto modo di raccontarvi a dovere di una mia collega - d'ora in poi denominata "la nana" - che quotidianamente regala a me e alla mia omonima saimon perle veramente rare come quella che vado or ora a narrarvi. Non vorrete mai più farne a meno.
Come qualcuno avrà avuto occasione di vedere, a dieci anni dalla sua scomparsa, Canale 5, ha ricordato Lucio Battisti con la replica di un concerto tributo, quello che fu organizzato in Piazza del Campidoglio a Roma l’11 settembre 1998, a soli due giorni dalla sua morte.
Bene. Oggi la nana arriva saltellante e sorridente in ufficio (sembra un manga) dopo aver lasciato la macchina dal gommista (questa è bella anche, ma ve la racconto un'altra volta). Ma è sempre dopo pranzo che dà il meglio di sè.
Inizia a raccontarci che ha visto la suddetta trasmissione su Canale 5, in cui ad un certo punto è apparso anche Lauzi. A quel punto la madre della nana e la nana stessa iniziano una piccola querelle familiare in cui la nana sostiene che pensava che Bruno Lauzi fosse morto. Ma forse si sbaglia, forse quello in tv non è Bruno Lauzi, gli somiglia soltanto. La madre della nana la contraddice: certo che quello è Bruno Lauzi! Anzi, lei non crede assolutamente che Bruno Lauzi sia morto, indubbiamente la figlia si sta confondendo con qualcunaltro. L'evidenza è lì davanti ai loro occhi.
Lì nella scatola magica con le immagini dentro.
Bruno è lì, in TV.
Evidentemente, insindacabilmente, indubbiamente in TV.
Quindi evidentemente, insindacabilmente, indubbiamente VIVO.
Bruno è vivo, e canta ancora per tutti noi.
[Silenzio]
I nostri sguardi attoniti e lei (con quegli occhi tipo manga).
"Guardate, ero così sollevata...aveva ragione, non ci avevo mica pensato! Sono proprio stordita! Che sollievo ragazzi! E io che pensavo che fosse morto, poverino!"
[Silenzio]
La mia omonima prende coraggio: "Ehm, guarda che Bruno Lauzi è morto."
Nana: "Ma no, ma cosa dici! Tu scherzi sempre!" E ride.
"Guarda che il concerto non era in diretta, era una replica di un vecchio concerto organizzato dopo la morte di Battisti..."
"Ma va, io a quello che mi dici tu tanto non ci credo!"
Alla fine le ha fatto venire un po' di dubbio. Hanno guardato su internet.
Sotto la foto nella Home page del "Bruno Lauzi official web site" questa scritta:
Ringraziamo tutti coloro che con parole e manifestazioni di stima e affetto hanno partecipato al grande dolore per la perdita del nostro"Piccolo Grande Uomo"
(Giovanna e Maurizio Lauzi)
Ma in homepage si parla della presentazione dell'album "Ciocco latino" nell'ambito della Rassegna del Club Tenco. Ciocco Latino" è presentato come l'ultimo lavoro discografico di Bruno Lauzi. Se uno ha pubblicato il suo ultimo lavoro potrebbe ancora essere vivo. Magari l'altra frase era per qualche altra persona. L'album non è infatti "postumo", e contiene, tra gli altri, alcuni brani inediti.
Non è ancora convinta.Proviamo con la biografia:
"Ma il destino ha fretta, e sapendo che il Morbo di Parkinson non sarebbe ba