Io penso che l'amore sia una sorta di déjà vu, un riconoscere che non comprendi e non conosci fino al momento esatto in cui ti trovi a provare la sensazione di vivere qualcosa di familiare. Per questo abbiamo l'impressione di non conoscerlo, così come non siamo certi di averlo quando ci sembra che ci sia. Ed è per questo che la fine di un amore equivale alle volte al risvegliarsi di soprassalto da un sogno, incapaci di distinguere la realtà dalla finzione, senza memoria concreta di cosa ci abbia fatto gridare o ridere nel sonno.
Però anche solo cercarlo, viverlo - tutto questo - non è male: per questo vorrei rassicurare chi si è preoccupato per me che il post precedente non era affatto scritto con tristezza, ma al massimo con la piccola tristezza necessaria ad accompagnare un rifiuto, quella sufficiente a mettere da parte un piccolo sogno con un po' più di consapevolezza. Purtroppo non è detto che ciò che ci sembra amore lo sia davvero, né che il riconoscerlo sia reciproco, né che si possa ricambiarlo sforzandosi di farlo quando ne varrebbe razionalmente la pena. C'è chi lo fa, c'è chi si crea i propri sogni senza aspettare che arrivino da sé e riesce a viverci bene dentro. Come quando non riesci ad addormentarti e ti inventi regista dell'inizio del sogno che continuerai a fare una volta addormentato. C'è chi si intestardisce e continua ad inseguirli anche quando non ne vale la pena. Io, dal canto mio, penso che ce ne possano essere altri persino più belli, per cui mi giro su l'altro fianco e torno ad aspettare il prossimo sogno da inseguire.