La festa degli innamorati si avvicina, a tutti loro e a noi due dedico questo brano, una delle cose più romantiche e cruente che la mente di un uomo abbia mai creato.
Buona lettura,
misteriosamente vostra...Signorinax
Da: “Il Profumo” di Patrick Süskind
<< Il 1° settembre 1753, l’anniversario dell’avvento al trono del re, la città di Parigi allestì i fuochi d’artificio sul Pont Royal […] Grenouille stava muto all’ombra del Pavillon de Flore, sulla riva destra, di fronte al Pont Royal[…] Era già in procinto di abbandonare quel pubblico spettacolo per tornarsene a casa lungo la galleria del Louvre, quando il vento gli portò qualcosa, un’inezia, appena avvertibile, un frammento, un atomo di odore, no, ancor meno: piuttosto il presentimento di un odore che non un odore vero e proprio – ma nello stesso tempo anche il sicuro presentimento di qualcosa di mai annusato. Ritornò verso il muro, chiuse gli occhi e dilatò le narici. L’odore era così straordinariamente delicato e fine che Grenouille non riusciva a trattenerlo, di continuo esso si sottraeva alla sua percezione, era sovrastato dal fumo polveroso dei petardi, bloccato dalle esalazioni della folla, smembrato e annientato dagli altri mille odori della città. Ma poi, d’un tratto, eccolo di nuovo per un breve secondo come splendida traccia…e subito dopo svaniva. Grenouille era in preda a tormenti. Per la prima volta non era soltanto il suo carattere avido a subire un’offesa, era proprio il suo cuore a soffrire. Aveva la strana impressione che quell’odore fosse la chiave per classificare tutti gli altri odori, che non si capisse nulla degli odori senza aver conosciuto quello, e che lui, Grenouille, avrebbe sprecato la sua vita, se non fosse riuscito a possedere quell’odore unico. Doveva averlo, non per amore del mero possesso, bensì per la pace del suo animo. Stava quasi male per l’eccitazione[…]Come un nastro, l’aroma si srotolava giù per Rue de Seine, inconfondibilmente chiaro e tuttavia sempre molto delicato e molto fine. Grenouille sentì che gli batteva il cuore, e seppe che non era lo sforzo della corsa a farlo battere, bensì la sua eccitata impotenza in presenza di quell’odore.[…] Quell’odore era un miscuglio di fugace e di intenso, no, non un miscuglio, un tutto unico, e inoltre era debole e lieve e tuttavia forte e deciso, come una pezza di sottile seta cangiante…ma no, neppure come seta, bensì come un latte dolcissimo, in cui il biscotto si scioglie […] Grenouille lo seguì, con il cuore che gli batteva ansioso, poiché sentiva che non era lui a seguire il profumo, bensì il profumo ad averlo catturato, e ora lo attirava irresistibilmente a sé.[…] Dopo cinquanta metri piegò a destra in Rue de Marais[…] Dal muro sporgeva una tettoia di legno obliqua. Sotto la tettoia, su un tavolo, era appiccicata una candela. Una fanciulla era seduta a questo tavolo e puliva mirabelle. Prendeva i frutti da un canestro alla sua sinistra, li privava del gambo e del nocciolo con un coltello e li gettava in un secchio. Poteva avere tredici o quattordici anni. Grenouille si fermò. Capì subito qual era la fonte dell’odore che aveva annusato per più di mezzo miglio fino all’altra riva del fiume: non questo sudicio cortile interno, non le mirabelle. La fonte era la fanciulla.[…] Il suo sudore aveva un profumo fresco come la brezza del mare, il sebo dei suoi capelli dolce come olio di noce, il suo sesso come mazzo di ninfee, la pelle come fiori d’albicocco…e l’insieme di tutte queste componenti dava un profumo così ricco, così equilibrato, così affascinante, che tutto ciò che Grenouille aveva annusato fino allora in fatto di profumi, anche tutto ciò che per gioco aveva creato dentro di sé come costruzioni olfattive, d’un tratto divenne puro nonsenso.>>



(Ricordi ritrovati di te)

Bello e disorientante.
E nel dormiveglia ti cercavo qui accanto (senza trovarti).
I tuoi, anche virtuali, mi ravvivano i sensi.